Diabetologia

Lo scarso esercizio fisico, un'alimentazione troppo abbondante e ricca di grassi e uno stile di vita sedentario propri della società contemporanea sono tra le cause più diffuse dell'aumento di patologie metaboliche.

Il diabete di tipo 2 è una malattia cronica caratterizzata da alti livelli di glucosio (zucchero) nel sangue che colpisce almeno 4 milioni di persone solo in Italia.
Questa malattia è in forte crescita ed ha un elevato impatto sociale nei paesi occidentali, proprio per questo Takeda è da sempre in prima linea nella ricerca di nuove molecole in grado di migliorare la vita di chi ne soffre.


Nel 1975, dai risultati della ricerca Takeda, nascono i precursori dei tiazolidinedioni che porteranno allo sviluppo di un farmaco usato per il trattamento del diabete mellito di tipo 2 (non-insulino dipendente). Inoltre, Takeda ha reso disponibili in Italia alogliptin, il primo farmaco della classe dei DPP-4 inibitori ad aver dimostrato evidenze di sicurezza cardiovascolare in pazienti con diabete di tipo 2 con sindrome coronarica acuta recente, e le sua combinazioni a dosaggio fisso con metformina HCI e pioglitazone.

Diabete: un'epidemia in crescita a causa dei nuovi stile di vita della società

Il diabete mellito sta dilagando nel mondo, tanto da renderlo una delle principali emergenze sanitarie identificate dall'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Una crescita inarrestabile, causata dal radicarsi nella società occidentale di uno stile di vita errato, basato su sedentarietà e alimentazione troppo abbondante e ricca di grassi, che porta a un incremento del numero di persone sovrappeso o decisamente obese. Gli individui affetti dalla malattia nel mondo sono ormai vicini ai 400 milioni e si stima che raggiungeranno i 600 milioni entro il 2035.

Sono circa 4 milioni gli italiani con diabete, e si stima che un altro milione di persone abbia la forma di tipo 2, la più comune, senza saperlo. Se si considera che nel 1985 i casi erano 1,5 milioni, non si può non notare come il numero sia raddoppiato in soli 30 anni. A crescere è soprattutto il diabete di tipo 2, che rappresenta il 90-95% di tutti i casi di diabete. I dati epidemiologici italiani suggeriscono circa 250.000 nuove diagnosi di questa patologia ogni anno e si stima che in 15-20 anni ci saranno ben 7 milioni di malati.

La prevalenza del diabete, cioè la sua frequenza, aumenta con l'età fino a raggiungere il 19,8% nelle persone con 75 anni o più (ISTAT 2015). Particolarmente colpite le aree meridionali (6,5%), con valore massimo registrato in Calabria, e più bassa nel Nord (4,7%) con valore minimo stimato nella provincia autonoma di Bolzano. Le persone meno istruite hanno maggiore probabilità di essere affette da diabete, rispetto a chi possiede un'istruzione più elevata.

Le informazioni riportate nelle schede all'interno di questa sezione non sono esaustive; per ulteriori informazioni sulla patologia rivolgersi al proprio medico