Endometriosi

 

Endometriosi

L'endometriosi è una malattia dell'apparato genitale femminile causata da un'anomala presenza di endometrio, mucosa che normalmente riveste esclusivamente la cavità uterina, in sedi diverse dell'organismo, come ovaie, vagina e perfino vescica e retto. La malattia colpisce soprattutto tra i 25 e i 35 anni, ma una donna può soffrirne a partire dalla prima mestruazione (menarca), per tutto il periodo fertile.

L'endometriosi può influire molto negativamente non solo sulla qualità di vita, ma anche sulla possibilità di procreare. Per questo è stata riconosciuta nel 2004 come malattia sociale e se ne parla diffusamente anche all'interno del recente Piano Nazionale per la Fertilità. In tale documento si sottolinea come una rilevante percentuale di donne con questa patologia ricorra all'aiuto medico per il concepimento: in genere le patologie tubariche lievi e moderate sono correggibili chirurgicamente, mentre le forme severe implicano il ricorso alla fecondazione in vitro.
Non è chiaro come si origini questa malattia. Una delle teorie più accreditate è quella del reflusso transtubarico. Secondo tale ipotesi, le contrazioni uterine che avvengono durante la mestruazione determinerebbero il passaggio di sangue e frammenti di endometrio dall'utero nelle tube e da queste in addome. L'endometrio potrebbe quindi impiantarsi sul peritoneo e sulla superficie degli organi pelvici, quali ovaie, sigmaretto, vagina, vescica e ureteri, indurre neovascolarizzazione e proliferare.

Epidemiologia

Si stima che siano tre milioni le donne che devono confrontarsi con l'endometriosi in Italia, 14 milioni in Europa e 140 milioni in tutto il mondo.
Si calcola che circa il 5% delle donne in periodo fertile è affetto da malattia endometriosica, percentuale che sale al 25-40% nelle donne infertili e al 60-70% in quelle con dolore pelvico cronico.
La malattia non ha preferenze etniche o geografiche ma è rarissima prima del menarca (comparsa della prima mestruazione) e molto rara dopo la menopausa, portando le pazienti ad una prima diagnosi frequentemente tra i 20 ed i 35 anni.
Il 50% delle donne che ne sono affette provano dolore all'addome in coincidenza del ciclo mestruale o indipendentemente da questo e durante i rapporti sessuali. Inoltre una su 3 è sub-fertile o infertile a causa dell'endometriosi. Tale patologia aumenta anche l'incidenza di aborti spontanei.
Nel 14% dei casi le donne, a causa dell'endometriosi, hanno ridotto l'orario di lavoro o hanno rinunciato a lavorare o hanno perso il posto.
In media passano 9 o più anni prima che l'endometriosi sia diagnosticata. Sono anni di sofferenza in cui si susseguono visite specialistiche, ecografie e accertamenti, a volte invasivi per scoprire l'origine di questi dolori intensi. E' stata stimata una presenza di endometriosi nel 53% delle adolescenti che accusano dolore di grado severo al basso addome.
L'endometriosi è inoltre la prima causa di ricovero ospedaliero ginecologico nelle donne di eta compresa tra i 15 ed i 44 anni. Tali conseguenze incidono sulla qualità di vita delle donne e rendono l'endometriosi una malattia di forte rilievo sociale.

Sintomi

L'endometriosi spesso causa dolore (60% dei casi circa), anche cronico e persistente, fino ad essere invalidante, con sintomi molto caratteristici:
• Dolore pelvico cronico (dolore localizzato al basso addome), soprattutto durante il ciclo mestruale (o in concomitanza con lo stesso o con l'ovulazione),
• Dolore ovarico intermestruale,
• Dolore all'evacuazione e/o alla minzione, a volte accompagnato dalla comparsa di sangue nelle urine o nelle feci
• Dolore durante e dopo l'atto sessuale (64%),
• Subfertilità o infertilitaÌ (30/40%),
• Aborti spontanei,
• Affaticamento cronico,
• Aumento di infiammazione a carico delle mucose,
• Colite,
• Periodi di stitichezza alternati a diarrea.

Si possono inoltre manifestare:
• Menorragia (mestruazione abbondante),
• Metrorragia (perdita di sangue al di fuori della mestruazione)
• Entrambe.

Da studi effettuati risulta che l'endometriosi eÌ una malattia che ha una grande interferenza sulla qualità della vita, soprattutto a causa di disturbi del sonno (81%), influenze negative sul lavoro (79%), rapporti sessuali dolorosi se non impossibili, con conseguenze sul rapporto di coppia (77%), influenza negativa sulla propria vita sociale (73%).
Le donne interessate da questi studi dichiarano di provare almeno una di queste condizioni:
1) Depressione, frustrazione, rabbia (39%);
2) Ansia, nervosismo, affaticamento, sensazione di non essere aiutata (19%).

 

Fattori di rischio e diagnosi

FATTORI DI RISCHIO
Non si conoscono bene i fattori di rischio implicati nello sviluppo dell'endometriosi, tuttavia si può ragionevolmente supporre che lo siano:
• Età compresa tra i 25 e i 35 anni
• La nulliparità, ossia non aver partorito
• L'età avanzata alla prima gravidanza,
• Cicli regolari e mestruazioni abbondanti.


 

DIAGNOSI
E' stato appurato che la diagnosi certa dell'endometriosi arriva tardivamente, e le ragioni di tale ritardo sono dovute soprattutto al fatto che le donne pensano che i sintomi siano normali, al fatto che alle donne spesso viene detto che la sintomatologia non è patologica, al sollievo solo temporaneo prodotto dai trattamenti farmacologici con l'utilizzo di metodi diagnostici inadeguati.
Si evidenzia, quindi, la necessità di una diagnosi precoce e di un trattamento adeguato per migliorare la qualità della vita, ridurre il rischio di sequele e complicanze, della malattia aderenziale pelvica e dell'infertilità.
Una diagnosi certa dell'endometriosi si può ottenere solo attraverso un esame chirurgico esplorativo in anestesia totale: la laparoscopia. Questo esame è importante, oltre che a scopo diagnostico, anche per studiare l'endometriosi e per trattarla terapeuticamente (asportazione del tessuto, vacuolizzazione e lisi delle aderenze). Altri esami che possono fare sospettare la presenza di endometriosi sono: l'ecografia ovarica trans-vaginale, il dosaggio dal CA125 (esame non sensibile e non specifico) e la visita ginecologica.


Alimentazione

Diversi studi scientifici hanno dimostrato come l'assunzione o meno di determinati alimenti possa concorrere a ridurre fino al 40% il rischio di endometriosi, quali frutta e verdura. Via libera dunque a frutta e verdura. Non è consigliato invece il consumo di grandi quantità di carne rossa (manzo, prosciutto). Sostanze che sono ritenute aumentare molto il rischio di endometriosi sono inoltre i pesticidi agricoli, i farmaci e gli ormoni somministrati agli animali di allevamento, che si ritrovano nella carne e nei latticini, e gli zuccheri semplici (saccarosio, miele, fruttosio), che fanno aumentare la produzione di estrogeni a causa del picco insulinico.


 

Le informazioni riportate nella presente scheda non sono esaustive; per ulteriori informazioni sulla patologia rivolgersi al proprio medico.

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