Fibromi Uterini

I fibromi uterini (miomi uterini) rappresentano i tumori benigni che con maggior frequenza si incontrano tra le malattie che interessano il genere femminile. Si tratta di una neoplasia benigna che origina dal muscolo uterino, e può variare in numero, posizione e dimensioni. Sono in genere formazioni nodulari, costituite da una componente muscolare liscia e una fibroso-connettivale.
La loro origine è sconosciuta, sono ormonodipendenti (sembrerebbe che una predisposizione genetica possa portare a una suscettibilità alla stimolazione ormonale), e tendono a diminuire all'arrivo della menopausa.

EPIDEMIOLOGIA
I fibromi interessano 24 milioni di donne in Europa, più di 3 milioni di donne in Italia, Paese con la più alta prevalenza (17,8%) nella fascia d'età 40-49 anni. L'età della maggiore incidenza dei fibromi uterini è fra i 40 e i 50 anni anche se possono manifestarsi dai 20 anni di età in poi. Si stima che una donna su tre, dopo i 35 anni, ne sia portatrice di almeno uno.

FATTORI DI RISCHIO
Alcuni fattori possono aumentare il rischio di sviluppare fibromi all'utero:
• Età fertile
• Origine afroamericana
• Familiarità e fattori genetici
• Esposizione prolungata agli estrogeni e/o al progesterone (es. età precoce della prima mestruazione, sindrome dell'ovaio policistico, obesità e gravidanza in età tardiva) 

SINTOMI
Molto spesso i fibromi sono asintomatici.
Altre volte determinano sintomi, i più frequenti sono:
• Emorragie mestruali (aumento della quantità del flusso) o intermestruali e/o cicli ravvicinati
• Perdite di sangue croniche dalla vagina (rischio di anemia da carenza di ferro),
• Dolori mestruali (dismenorrea)
• Pesantezza, gonfiore addominale, bisogno frequente di urinare, disturbi intestinali (sintomi meno frequenti).

Nelle pazienti in età riproduttiva i fibromi possono causare infertilità o aborti ripetuti, anche se raramente sono causa di infertilità. Fibromi di grosse dimensioni possono inoltre determinare fenomeni da compressione specialmente a carico della vescica determinando minzione frequente o ritenzione urinaria.

DIAGNOSI
Visita ginecologica ed ecografia, meglio se per via transvaginale, sono in genere sufficienti a raccogliere le informazioni più importanti: sede e numero dei fibromi, dimensioni e caratteristiche. La diagnosi può essere confermata dall'ecografia, dalla TAC o dalla Risonanza Magnetica.
Un esame della pelvi viene poi ripetuto dopo 4-6 mesi per accertare la velocità di crescita del fibroma. Per i fibromi stabili e di piccole dimensioni, è sufficiente un controllo annuale.

 

Le informazioni riportate nella presente scheda non sono esaustive; per ulteriori informazioni sulla patologia rivolgersi al proprio medico.

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