Malattia di Crohn

La malattia di Crohn

La malattia di Crohn appartiene al gruppo delle patologie infiammatorie croniche dell'intestino: IBD. Si calcola che siano affetti circa 80.000 pazienti in Italia.

La malattia di Crohn provoca uno stato infiammatorio che coinvolge a tutto spessore la parete intestinale causando gonfiore, ulcerazioni e granulomi. Può interessare qualsiasi porzione del tratto gastrointestinale, dal cavo orale all'orifizio anale, tuttavia nella maggior parte dei casi colpisce prevalentemente l'ultima parte dell'intestino tenue chiamato ileo (ileite) o il colon (colite) oppure entrambi (ileo-colite).

La malattia ha un decorso cronico con alternanza di fasi acute e di quiescenza. La sintomatologia può differire da caso a caso, ma generalmente comporta dolori addominali (a volta così forti da sembrare un attacco d'appendicite; per lo più localizzati in fossa iliaca destra e che spesso acuiscono dopo i pasti), associati a diarrea non ematica, crampi, urgenza evacuativa, incontinenza, perdita di peso e sintomi sistemici, come febbre o astenia. La malattia si può complicare con l'insorgenza di stenosi della parete intestinale, la formazione di fistole con organi adiacenti (ad es. vescica urinaria), con altre anse intestinali contigue o aperte sul piano cutaneo nella regione perineale o addominale, e la formazione di ascessi in cavità peritoneale.

Tra il 6 e 50% dei pazienti con Malattia di Crohn presenta anche manifestazioni extra intestinali che possono colpire articolazioni, occhi, cute, fegato e vie biliari.
Si stima che circa l'80% dei pazienti nella loro vita avrà necessità di almeno un intervento chirurgico, il quale comunque non è risolutivo. Dopo 10 anni dal primo intervento infatti circa il 50% dei pazienti avrà una recidiva clinica ed il 35% avrà necessità di un secondo intervento chirurgico.

Si tratta di una patologia immuno-mediata la cui causa è ancora sconosciuta, si ritiene che possano intervenire anche fattori genetici ed ambientali. Esiste, infatti, una certa predisposizione familiare, anche se la possibilità che un figlio sviluppi la patologia del genitore è remota.


Diagnosi e terapia

La diagnosi non sempre è tempestiva quanto sarebbe auspicabile. I test di scelta sono la coloscopia e l'esame radiologico con bario, che permettono di identificare le caratteristiche lesioni, ulcerazioni e stenosi. La biopsia permette quindi di distinguere la malattia di Crohn da altre simili. Anche la TC e l'ecografia possono contribuire alla migliore definizione della diagnosi.
Non è possibile guarire completamente ma un trattamento medico adeguato può consentire un'aspettativa di vita simile a quella della popolazione generale e una buona qualità di vita, con prolungamento dei periodi di benessere, riduzione del numero di ospedalizzazioni e riduzione della necessità chirurgia.

La terapia farmacologica ha i seguenti scopi:

  • controllare rapidamente i segni e sintomi delle fasi acute;
  • prevenire le riacutizzazioni;
  • evitare complicazioni e ridurre la necessità di ospedalizzazioni ed interventi chirurgici.

Le informazioni riportate nella presente scheda non sono esaustive; per ulteriori informazioni sulla patologia rivolgersi al proprio medico.

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